I 3 migliori libri di Chimamanda Ngozi Adichie

La scrittore nigeriano Chimanda Ngozi Adichie è già una delle voci più acclamate della letteratura sull'impegno sociale. Naturalmente, al fine di trasferire tutte quelle intenzioni trasformative dal finzione in cui si muove principalmente questo autore, la proposta narrativa deve avere quella traccia di intrastoria legata ad aspetti vendicativi, se non lamentele dirette a riguardo sembrano ben note in questo caso da un autore di origini africane che, quindi, ha molto da esporre sul femminismo , emigrazione o discriminazione.

Relatore organizzativo TED, Chimanda unisce la sua carriera letteraria a diverse attività tra l'Africa e gli Stati Uniti. Nell'ambito meramente letterario, che come vediamo diventa una dedica complementare, nella bibliografia di Chimanda troviamo grandi storie umanizzanti su circostanze disparate del nostro mondo, proprio più tendenti alla disumanizzazione.

In ogni storia troviamo una denuncia o un reclamo. Ma allo stesso tempo scopriamo sempre motivi di resilienza, di sublimazione, di superamento di fronte allo sradicamento o alla discriminazione.

La condizione umana è capace di generare tutte le realtà che appaiono in le storie di Chimanda, ma quella genialità dell'individuo, dell'istinto di sopravvivenza fatto leitmotiv finisce per trascendere e assorbire l'emozione verso una piena consapevolezza dei paradossi più crudeli del nostro mondo.

Leggere Chimanda è mettersi nei panni di diseredati o emigrati in cerca di qualche opportunità per sé o per i propri figli, ben al di là della freddezza delle notizie o delle campagne di richiesta aiuto, aspetti importanti per la solidarietà, senza dubbio, ma incapaci di entrare in quella necessaria empatia della disperazione e che, a sua volta, serve a influenzare la fortuna del lettore che sta leggendo un libro tranquillamente seduto a casa.

I 3 migliori libri consigliati di Chimanda Ngozi Adichie

Mezzo sole giallo

In questi giorni confusi in cui riappaiono i nazionalismi esclusivi, il Biafra, il paese che a malapena esisteva da 3 anni, diventa uno sfondo della trama su cui Chimada costruisce una storia avvincente.

Quegli anni turbolenti hanno segnato e alzato i confini con il sangue di migliaia di persone. E lì troviamo i protagonisti di questa fiction storica di freschissima memoria. Ugwu, Richard e Olanna formano un triangolo tra ideologia e amore. E così la trama avanza proprio in due aspetti politici ed emotivi.

Quando la giustificazione ideologica sostiene cambiamenti vitali fatti con decisione veemente, la passione di un amore finisce per arrotondare un cerchio esistenziale che ci intrappola nella sua forza centripeta.

Sotto uno stile che punta all'epica romantica, entriamo in una crudezza bellicosa compensata da un leggero, ma potente contrasto del potere dell'amore.]

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Americanah

Un titolo che punta a un neologismo afroamericano per servire un settore della popolazione immigrata dalla lontana Africa australe, ma che viene comunque usato con disprezzo dai nigeriani che vedono i propri connazionali tornare con i sogni infranti dal sogno di un'utopia degli Stati Uniti.

Una storia sull'equilibrio tra sradicamento e integrazione. Un romanzo dai toni romantici più profondi, quello delle anime spezzate, alienate, smarrite che nonostante tutto perseverano nell'amore come base per continuare a concepire speranza ed energia. Ifemelu riesce a fare il grande salto grazie ai contatti familiari e si stabilisce a New York.

Donna di colore che non conosce la cultura americana, meravigliata dall'ambiente universitario ma priva di uno spazio che possa sentirsi come a casa, ripudiata in molte occasioni nonostante sia la grande città aperta dell'occidente e, soprattutto, brama una reunion con la sua amata Obinze che sembra non arrivare mai a causa di milioni di ostacoli.

L'incontro di Ifemelu con la nuova suggerisce che potrebbe presto tornare in Nigeria mentre i suoi conoscenti la indicano come la nuova Americanah fallita. Forse solo quella vaga idea la sprona ad andare avanti, a lottare per molti anni attraverso i quali entriamo in una storia meravigliosa verso la realizzazione di Ifemelu, la donna libera, con il suo inesauribile sogno di riunirsi con Obinze.

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Il fiore viola

Parlare di femminismo, per le donne originarie dell'Africa più patriarcale, non può dar luogo a nessun tipo di interpretazione tiepida o interessata faziosa. La lotta delle donne in molti paesi africani è la lotta con un destino scritto per le donne o per gli animali con la stessa considerazione.

Certo, la classe tutela secondo cui le donne, benedette dal loro ceto sociale in cui il genitore può difenderle da una crudeltà istituzionale e difendersi contro altre donne. Kambili è un personaggio molto potente, una ragazza nigeriana che risiede a Enugu (sì, la capitale dello stato incompiuto del Biafra oggi nigeriano) e che vive sotto gli imperativi di un padre prepotente a estremi insospettabili.

La figura della zia Ifeoma appare come un bocciolo di aria nuova. La donna liberata dalle porte interne diventa lo specchio di ciò che Kambili vuole essere come emblema di un cambiamento che dovrebbe trascendere dall'interno, da ogni casa alla volontà del popolo e del governo del Paese.

Mai una ribellione più giustificata che metterà Kambili e suo fratello Jaja (con conseguenze peggiori per lei) di fronte a un padre che si rifiuta di perdere un briciolo della sua autorità e delle sue ferme considerazioni su come dovrebbe essere una famiglia.

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